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Bando giuria giovani

SCADENZA 31 MAGGIO

 SiloeFF | 2019
19 – 20 – 21 LUGLIO
TEMA: REALTA’ (clicca Concorso)

Anche quest’anno si istituirà la Giuria Giovani che avrà il compito di decretare il proprio vincitore.

I ragazzi interessati di età compresa tra i 18 e i 25 anni dovranno far pervenire una lettera motivazionale, comprensiva di mini CV e una foto, all’indirizzo: direzioneartistica@siloefilmfestival.it entro il 31 maggio 2019.

Ai selezionati l’organizzazione riconoscerà vitto e alloggio per i 3 giorni del festival 19 – 20 – 21 luglio.

FABIO SONZOGNI
Direzione artistica

 

E’ online il bando della VI Edizione del Siloe Film Festival.

Care amiche, cari amici,
è online il bando della VI Edizione del Siloe Film Festival.

Clicca su Concorso

TEMA

Quando oggi utilizziamo la parola Realtà, siamo certi di indicare la stessa cosa che i nostri interlocutori, udendola, immaginano? Il cinema non è forse la caverna delle apparenze? L’arte è capace di narrare la “luminosità” del vero? Qual è il compito dell’arte da quando la scienza ha scoperto la “cosa” nella sua essenza, l’energia, la luce, l’immaterialità?

Kant introduce il termine Sublime per indicare ciò che eccede il rappresentabile, al di là del limite, là dove abita la parola che manca. L’Arte dunque, superata la necessità mimetica di cose ed emozioni, abbandona la “rappresentazione” e trova nel linguaggio la zona della sua nuova necessità, costruire un mondo a sé che Schopenhauer individua nella musica. L’Arte che scava la parola fino a farne udire il silenzio costitutivo, quella radice che non potrà diventare tuo possesso. Il linguaggio non è un utensile, ma è la nostra casa.

Ritornare nel buio per risalire, insieme, alla luce, è possibile? Credo di sì, solo se non rinnegheremo il nostro essere trascendenza, solo se riconosceremo di non essere addomesticabili, solo se riusciremo a spingerci più in là, dove risuona il silenzio della parola che manca.

Sono alcuni interrogativi che vorrei ritrovare nei film di quest’anno, non in forma di risposta, ma, come il buon cinema sa fare, in forma problematica; narrazioni capaci di porre problemi sempre nuovi e in grado di individuare gli aspetti più complessi che la parola Realtà cela. Il termine porta con sé ambiguità crescenti, un movimento difficile da arrestare che genera incertezza e ambivalenza nei rapporti con le cose del mondo, con l’altro e con sé stessi. A Realtà viene spesso associato il termine Verità, e c’è chi tra i due inserisce il segno di equivalenza. La relazione tra loro credo stia mutando, è quindi opportuno interrogarsi. E lo voglio fare attraverso il cinema, quelle ombre che narrano l’invisibile, l’essenza immateriale, il sublime, il lontano canto silenzioso delle Madri dell’essere.

                                                                                                                                                   Fabio Sonzogni (direzione artistica)


Dear friends
the Rules of the VI Edition of the Siloe Film Festival is online.

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THEME 

When today we use the word Reality, are we sure to indicate the same thing that our interlocutors, hearing it, imagine? Is not cinema the cave of appearances? Is art capable of narrating the “brightness” of the truth? What is the task of art since science discovered the “thing” in its essence, energy, light, immateriality?
Kant introduces the term Sublime to indicate what exceeds what is possible to represent, beyond the limit, where the missing word lives. Therefore, the art, having overcome the mimetic necessity of things and emotions, abandons the “representation” and finds in the language the area of ​​its new necessity, building a world in itself that Schopenhauer identifies in music. The Art that digs the word up to make it hear the constituent silence, that root that cannot become your possession. Language is not a tool, but it is our home.

Returning in the dark to go back together, in the light, is it possible? I believe so, only if we do not deny our being transcendent, only if we recognize that we are not tame, only if we manage to push us further, where the silence of the missing word resounds.

These are some questions that I would like to find in this year films, not in the form of an answer, but, like good cinema can do in a problematic way; narrations able to pose ever new problems and able to identify the most complex aspects that the word Reality hides. The term brings with it growing ambiguities, a movement that is difficult to arrest that generates uncertainty and ambivalence in the relations with the things of the world, with the other and with ourselves. Reality is often associated with the term Truth, and there are those who insert the sign of equivalence between the two. The relationship between them I think is changing, and it is good, I think, to wonder. I want to do it through the cinema, those shadows that narrate the invisible, the immaterial essence, the sublime, the distant silent song of the Mothers of being.        

                                                                                                                                                  Fabio Sonzogni (Art Director)