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News 2018

Tutti i premi del Siloe Film Festival 2018

Si è concluso oggi, dopo tre giorni di cinema, incontro e riflessione, il Siloe Film Festival 2018.
L’assegnazione dei tre premi in palio è stata preceduta da un breve incontro con la Giuria Esperti, presieduta da Federico Pontiggia (critico cinematografico) e composta da Olga Brucciani (addetto stampa e responsabile dell’Ufficio Scuole, Lucky Red), Federico Busonero (fotografo e scrittore), Barbara Sandrucci (insegnante di filosofia e storia nei licei, autrice del libro Aufklärung al femminile. L’autocoscienza come pratica politica e formativa) e Alessandro Zaccuri (scrittore e inviato culturale del quotidiano ‘Avvenire’).

Luigi Pane vincitore del del premio della giuria giovani. Foto di Margherita Bagnara

I giurati si sono detti molto soddisfatti della selezione di quest’anno. «A mio parere la speranza è un sentimento che per non essere né vilipeso né sprecato deve stare in fuori campo. Nei grandi film il fuori campo è attivo, e in questa selezione i film di valore che sono stati capaci di parlare di speranza nel fuori campo sono stati più d’uno», così il presidente della giuria. Barbara Sandrucci è stata colpita dalla forza dei personaggi femminili dei corti in concorso e ha aggiunto: «Sono film filosoficamente molto pregnanti, poiché in quasi tutti c’è una stretta dicotomia tra speranza e paura, che ad esempio per Spinoza erano sentimenti inseparabili». La qualità della fotografia dei corti concorrenti è stata lodata dal fotografo Federico Busonero, che ha osservato inoltre: «La selezione di quest’anno mi è sembrata superiore a quella degli anni scorsi per complessità e contenuto».

Si è proceduto dunque con la proclamazione dei vincitori per le tre categorie previste.

Il premio della Giuria Giovani è stato assegnato a:

L’AVENIR di Luigi Pane

Con la seguente motivazione:
“Per la sceneggiatura essenziale ed efficace, per la capacità di esternare il tema di questa edizione toccando da vicino la generazione che rappresenta e per lo scenario che apre sul futuro”

Il premio della Giuria Esperti è stato assegnato a:

TOPRAK di Onur Yagiz

Con la seguente motivazione:
“Un film poetico, che ci apre profondi messaggi di verità. Attraverso l’alternanza e la reciprocità di lingue, sguardi e silenzi, il regista turco Onur Yagiz tesse un’opera di grande sensibilità, rigore ed efficacia, con un’attenzione bressoniana per le mani quale strumento di comunione. Tenendo la camera ad altezza bambino, Toprak affida alla nascita che verrà la speranza del presente”.

La giuria inoltre assegna una menzione speciale a:

ALGANESH di Lia e Marianna Beltrami

Con la seguente motivazione:
“Il documentario testimonia con forza e nitore uno dei capitoli più dolorosi e misconosciuti del fenomeno migratorio attuale: la rotta e la tratta degli eritrei tra Etiopia e Sinai. Nel realismo della tragedia, Alganesh trova la tracce della speranza”.

Il premio del pubblico, concordemente con la Giuria Giovani, è stato assegnato a L’AVENIR di Luigi Pane.

Di Costanza Morabito

La Speranza come visione ideale: Vito Mancuso al Siloe Film Festival

Sabato 21 luglio ore 18.00

Vito Mancuso| La Speranza come visione ideale 
(ascolta il podcast della conferenza) 

Foto di Margherita Bagnara

Il ciclo di conferenze della quinta edizione del Siloe Film Festival si è chiuso con una conferenza tenuta da Vito Mancuso, teologo e autore di numerose pubblicazioni tra cui i bestseller L’anima e il suo destino, Io e Dio. Una guida dei perplessi, Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare e Dio e il suo destino.

Mancuso ha incentrato il proprio discorso sul concetto di speranza nella tradizione filosofica e religiosa, arrivando a legarla all’immortalità dell’anima: «Speranza nella vita e speranza in senso fortissimo come continuazione della vita dopo la morte».

Partendo dalla concezione negativa della speranza in Nietzsche (“La speranza è il peggiore dei mali perché prolunga la sofferenza dell’uomo”, Umano, troppo umano), Mancuso ha proseguito e trovando una legittimazione filosofica della speranza nella Critica della Ragion Pura di Kant – per il quale essa è un principio decisivo della vita – e ribaltando il giudizio nietzschiano con l’ausilio di numerosi esempi da classici della letteratura e della filosofia.

«Se dalla singolarità da cui è nato l’universo si è arrivati all’inconcepibile enormità dell’universo attuale; se dai gas primordiali si è arrivati alla complessità della vita, dagli organismi unicellulari agli organismi complessi e dal primo esemplare di homo sapiens sapiens si sono generate le glorie della cultura umana, allora sperare nell’immortalità semplicemente significa sperare che questo cammino di discontinuità prosegua», ha concluso Mancuso.

Di Costanza Morabito

L’incontro con la Giuria Giovani apre la seconda giornata del Siloe Film Festival

Dopo un’intensa giornata di apertura, il Siloe Film Festival prosegue con ulteriori proiezioni e un ricco programma di conferenze e incontri.

Foto di Margherita Bagnara

In seguito alle proiezioni di ieri pomeriggio i giurati si sono confrontati con grande interesse sui temi dei corti in concorso. Dalla speranza nel futuro in barba a uno dei più efferati attacchi terroristici del nostro secolo ne L’Avenir, alla tensione di Madre, passando per la fulminea parabola di vita di Backstory e il colpo di scena spiazzante di One Second, ognuno dei film proiettati ha suscitato riflessioni e fornito materiale per accese discussioni.

La seconda giornata del festival si è aperta con un incontro con la Giuria Giovani, composta da 12 ragazzi (dai 18 ai 25 anni) selezionati in base a una lettera motivazionale e un curriculum.

«L’incontro con la Giuria Giovani è un momento a cui tengo molto, del resto chi più dei giovani può e deve parlare di speranza?», così Fabio Sonzogni introduce il dialogo tra Giuria Giovani e pubblico. Il direttore artistico propone dunque ai giovani giurati di prendere le mosse da una definizione del tema di quest’anno: «Cos’è la speranza?».

Molteplici le opinioni e le riflessioni. Diverse tra i ragazzi le voci che ritengono la speranza qualcosa di intrinseco alla vita stessa: «Nel momento in cui non c’è speranza non c’è vita», riflette Cassandra Baldini. Nel corso dell’incontro si è posta come centrale la questione della speranza come motore dell’agire: c’è ancora oggi il coraggio di sperare, e soprattutto di agire in base alla propria speranza? «Penso che una certa rassegnazione caratterizzi il nostro tempo. Ciò non vuol dire che ogni speranza sia perduta, ma allora cosa ci impedisce di arrabbiarci, di agire concretamente?», interviene Inrica Tudor. Se sembra condivisa la percezione di un “vuoto di speranza” tra le nuove generazioni, Lapo Frosali della Giuria Giovani insiste nel differenziare tra l’Occidente e Paesi le cui condizioni disperate non impediscono ai loro popoli di sperare: «Noi occidentali siamo viziati, ubriacati da un benessere che per definizione non ci soddisfa mai. Non ci accontentiamo più della semplicità, di dire “mi accontento di essere vivo, di alzarmi la mattina”. Non ci riusciamo perché siamo chiusi, condizionati dalla carriera, da desideri complessi, tendiamo sempre a vivere in un’illusione. Mi ha colpito molto, in Alganesh, quando arriva un camion pieno di immigrati che scendono col cuore in mano, contenti di aver raggiunto la libertà, una vita pulita. Siamo in grado, noi occidentali, di provare quello stesso sentimento?».

Concorda Sonzogni, che osserva la mancanza di un progetto comune, condiviso da una collettività: «Il tema di quest’anno mi è venuto in mente leggendo Il principio speranza di Ernst Bloch. Senza speranza non c’è utopia, non c’è progetto. I ragazzi che attraversano mari e paesi in cerca di un futuro migliore il loro progetto ce l’hanno molto chiaro. Dobbiamo capire perché in noi occidentali questo progetto non è altrettanto chiaro. L’essere umano ha sempre bisogno di progettare utopie. Ma tra i giovani d’oggi sento la mancanza di un progetto comune. E l’utopia non può che essere umanitaria, sociale, ma deve partire dal singolo».

di Costanza Morabito

Incontro con Luigi Pane

Oggi pomeriggio il regista Luigi Pane ha incontrato il pubblico del Siloe Film Festival per presentare il suo cortometraggio in concorso L’Avenir, una storia d’amore e speranza perduti e ritrovati sullo sfondo degli attacchi terroristici della tremenda notte del 13 novembre 2015.

«Ci siamo abituati a pensare di non essere artefici del nostro destino, che il futuro sia scritto da qualcun altro. Questo è stato un po’il germe alla base del mio film», spiega il regista. «Viviamo in tempi difficili, è come se ci fossimo persi nella moltitudine di informazioni, di media. Ma nel nostro piccolo dobbiamo provare a cambiare le cose, a porci delle domande e cercare delle risposte».

L’Avenir è stato girato proprio nel quartiere del Bataclan, locale ormai simbolo delle atrocità di quella notte: «Perché durante gli attacchi al Bataclan? Perché è stato uno dei primi eventi che per le nuove generazioni hanno portato la violenza nel quotidiano, nei nostri momenti di svago: mentre siamo a cena o ad un concerto. Ma il fatto di cronaca è stato solo un pretesto, il corto non vuole essere un resoconto di quella notte», precisa Luigi Pane. «Volevo raccontare la storia di due persone che vivono quella realtà e si chiedono come affrontarla, e ci riescono innanzitutto tornando a parlarsi, a confrontarsi».

di Costanza Morabito

Alessandro Zaccuri apre il ciclo di conferenze di Siloe 2018

Sabato 21 luglio ore 11.00

Alessandro Zaccuri| Così antica, così nuova. Le figure della speranza 
(ascolta il podcast della conferenza) 

Foto di Margherita Bagnara

Alessandro Zaccuri ha inaugurato oggi pomeriggio il ciclo di conferenze di Siloe 2018. Scrittore e giornalista culturale per Avvenire, Zaccuri si è spesso occupato della presenza di temi cristiani nell’immaginario contemporaneo.

Partendo dalla definizione dantesca di speranza («Spene» diss’io «è uno attender certo/de la gloria futura, il qual produce/grazia divina e precedente merto», Paradiso XXV), secondo la quale essa è dovuta sia alla grazia divina sia alle azioni del singolo, Zaccuri ha proposto al pubblico del festival una riflessione sul concetto di speranza nel cinema.

Da esempi di più banale riduzione della speranza a un prevedibile lieto fine fino all’analisi di opere drammaturgicamente più raffinate, sono state esplorate le diverse sfaccettature del concetto attraverso esempi cinematografici. «La speranza è un modo di guardare al mondo, quindi è un modo di raccontare. Non è l’illusione che tutto andrà bene o che tutto quello che accade è bene, ma è la certezza che in tutto quello che accade c’è un bene», sostiene Zaccuri, aggiungendo che tuttavia «la speranza, così come la bellezza, può manifestarsi in modi terribili».

Partendo da questi presupposti sono state presentate nove “figure della speranza”, personaggi femminili del cinema internazionale che secondo la lettura di Zaccuri potessero rappresentare diversi aspetti della virtù teologale: e allora abbiamo incontrato la principessa Leila di Star Wars, figura della speranza come dimensione umanitaria e collettiva; ma anche Inger di Ordet. La parola, che dimostra come talvolta, se compiuta, la speranza possa produrre effetti inaspettati e terribili; o la pasoliniana Assurdina Caì de Le Streghe. La Terra vista dalla Luna. Tra le altre Ofelia de Il labirinto del fauno, Arletty di Miracolo a Le Havre, Elena di Nuovo Cinema Paradiso, Galadriel de Il Signore degli Anelli, e le più “giovani” Agatha di Map to the Stars e Riley di Inside Out.

di Costanza Morabito

Lia Beltrami e Fabio Sonzogni in conversazione

«I film selezionati quest’anno tra i ben 2515 inviatici da tutto il mondo hanno tutti a che fare con un’attualità innominabile. Il titolo di quest’edizione, Sperare nell’innominabile attuale, è ispirato al testo illuminante di Roberto Calasso L’innominabile attuale. Tra i film occidentali che ci sono arrivati ho fatto molta difficoltà a trovare qualcuno che parlasse di speranza, spesso raccontano piuttosto un’assenza di speranza. Ho dovuto cercare in Paesi molto lontani da noi qualcosa che avesse una definizione dal punto di vista del presente», così il direttore artistico Fabio Sonzogni introduce la quinta edizione del Siloe Film Festival. «Mi sembra che al momento siamo in una situazione peggiore rispetto alla società liquida di Baumann. Come dice bene Calasso “ci svegliamo la mattina e sotto i nostri piedi abbiamo una palude”».

Insiste sul ruolo politico che il cinema può assumere in un presente disorientante Lia Beltrami, regista insieme alla figlia Marianna Beltrami di Alganesh, documentario in concorso: «Il cinema ci aiuta a rendere concreta la speranza, perché ci aiuta a interrogare le persone, e innesca delle reazioni. Se qualcuno all’uscita dal cinema compie anche solo un piccolissimo gesto ­- che può essere una presa di posizione o la condivisione di un post – è già un successo, poiché una qualsiasi azione può diventare un’azione politica. Per questo abbiamo deciso di dare il nome “Aurora” alla nostra casa di produzione: in questo baratro cerchiamo di creare una piccolissima luce, un’aurora appunto». È intervenuto nel corso dell’incontro anche Alberto Beltrami, montatore e compositore della colonna sonora di Alganesh. Il documentario di 60 minuti (proiettato oggi pomeriggio) è un viaggio attraverso quattro campi per rifugiati eritrei in Etiopia, guidato da Alganesh Fessaha, fondatrice della ONG Gandhi. «Alganesh è una delle persone che si stanno impegnando a rendere concreta la speranza, è la responsabile dei corridoi umanitari che stanno portando diversi giovani lontano da situazioni disperate».

di Costanza Morabito

Al via il Siloe Film Festival 2018

Si apre oggi la quinta edizione del Siloe Film Festival, che vede confermata la direzione artistica di Fabio Sonzogni. Nella suggestiva cornice del Monastero di Siloe, “dimora” del festival sin dalle sue origini, pubblico e giuria attendono trepidanti le proiezioni inaugurali dell’edizione 2018.
Alle 15 di oggi verranno presentati i primi cortometraggi in concorso: Toprak, Madre, Next Year  e One Second .

La visione dei 12 cortometraggi (+ 1) selezionati sarà distribuita nell’arco delle tre giornate della manifestazione e culminerà nella premiazione di domenica 22 luglio. Alle proiezioni dei film in concorso si alterneranno conferenze e incontri che affronteranno da diversi punti di vista il tema dell’edizione di quest’anno: “Sperare nell’innominabile attuale”. Arricchiranno il programma anche quattro film fuori concorso.

La giornata odierna proseguirà con le proiezioni di Sand Signs e Alganesh  alle ore 16 e de L’Avenir, Stain, Gaze e Backstory alle ore 17. Alle ore 18 è attesa la conferenza di Umberto Curi dal titolo Elpis.

di Costanza Morabito

Conferenze

Siloe Film Festival | V Edizione 20 21 22 luglio 2018

 

SPERARE nell’INNOMINABILE ATTUALE

Ma è ancora possibile sperare?

CONFERENZE

UMBERTO CURI | ALESSANDRO ZACCURI | VITO MANCUSO

 

Anche quest’anno, accanto ai film finalisti, sono state organizzate conferenze capaci di raccontare, da diversi punti di vista, il tema dell’anno: Sperare nell’innominabile attuale.

Il Siloe Film Festival è ideato e organizzato dalla Comunità Monastica di Siloe, con il proprio Centro Culturale San Benedetto, in collaborazione con la Fondazione Comunicazione e Cultura e con la Fondazione Ente dello Spettacolo.

CINEMA | FILOSOFIA | TEOLOGIA | LETTERATURA , questi da sempre gli ambiti del sapere con i quali il SiloeFF si confronta spinto dall’urgenza dell’incontro, inteso come fonte inesauribile di verità.

La direzione artistica, dalla prima edizione, è affidata a Fabio Sonzogni.

Venerdì 20 alle ore 18.00: UMBERTO CURI titolo: ELPIS

 


Sabato  21 alle ore 11.00:  ALESSANDRO ZACCURI titolo: COSI’ ANTICA, COSI’ NUOVA: LE FIGURE DELLA SPERANZA

 


Sabato  21 alle ore 18.00: VITO MANCUSO titolo: LA SPERANZA COME VISIONE IDEALE 

 


 

 

Programma 2018

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PROGRAMMA | 2018

Venerdì 20 Luglio 2018

ore 13          Pranzo          

ore 15 Film Concorso: Toprak (11’20”); Madre (16′); Next Year (7′); One Second (6’10”)

ore 16 Film Concorso: Sand signs (2′); Alganesh (60′);

ore 17 Film Concorso: l’Avenir (15′); Stain (6′); Gaze (15′); Backstory (8′);

ore 18                           Umberto Curi Elpis

ore 20         Cena
ore 22         Film Fuori Concorso: Loveless Regia Andrey Zvyagintsev

 

Sabato 21 Luglio 2018

ore 10             Incontro con Giuria Giovani
ore 11             Alessandro Zaccuri: Così antica, così nuova: Le figure della speranza         

ore 13            Pranzo         

ore 15 Film Concorso: l’Avenir  (15′); Stain (6′); Gaze  (15′); Backstory (8′);

ore 16 Film Concorso: A Few knots Away (15′);Swimming in the desert (17’50”) Exist (5′);

ore 17 Film Concorso: Toprak  (11’20”); Madre (16′); Next Year (7′); One Second (6’10”)

ore 18                          Vito Mancuso La Speranza come visione ideale

ore 20           Cena
ore 22           Film Fuori Concorso Una settimana e un giorno Regia Asaph Polonsky

 

Domenica 22 Luglio 2018

ore 10 Film Concorso: A Few knots Away  (15′);Swimming in the desert (17’50”) Exist (5′);

ore 11 Film Concorso: Sand signs (2′); Alganesh (60′);

ore 12                          Incontro con la Giuria

ore 13         Pranzo       

ore 15         PREMIAZIONE 

ore 16         Film Fuori concorso L’insulto Regia Ziad Doueiri

ore 18         Film Fuori concorso A Ciambra Regia Jonas Carpignano

ore 20         Cena

 

 

 

Giuria SiloeFF 2018

PRESIDENTE

Federico Pontiggia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laureato in Storia e critica del cinema all’Università degli Studi di Torino, con una tesi su Abel Ferrara, è giornalista professionista e critico cinematografico.
È redattore della “Rivista del Cinematografo” e del sito Internet www.cinematografo.it, editi dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.
È giornalista e critico cinematografico per “Il Fatto Quotidiano”, dalla fondazione.
È autore e conduttore televisivo di Movie Mag, il magazine di Rai Movie.
Collabora con “Micromega”, “Vivilcinema”, “Adnkronos”.
Tra le sue pubblicazioni: La grande abbuffata (con L. Giorgioni e M. Ronconi , 2001), Abel Ferrara, il cattivo tenente (2004); “Le radici cattoliche nel cinema italo-americano” in R. Eugeni e D.E. Viganò (a cura di), Attraverso lo schermo (2006).
Vive e lavora a Roma.


GIURATI

Olga Brucciani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Olga Brucciani lavora da sette anni alla Lucky Red, come addetto stampa e responsabile dell’Ufficio scuole, occupandosi della promozione offline e online dei film e dei rapporti con gli insegnanti. Laureata in Cinema, Teatro e Produzione Multimediale all’Università degli Studi di Pisa, nel 2012 è stata ammessa nella classe di Produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia che poi ha lasciato per continuare a lavorare nella Distrbuzione. A giugno 2018 si è laureata nel corso magistrale di Scienze della Formazione Primaria di Roma Tre, convinta dell’importanza della formazione e della scuola per cambiare il mondo in meglio.


Federico Busonero

 

 

 

 

 

 

 

 

Federico Busonero vive e lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti. Medico di formazione, si occupa di fotografia dal 1988. Ha svolto campagne fotografiche in Palestina per l’UNESCO, il WHO, l’UNIDO, e per l’Unione Europea nelle isole Fiji. Sue pubblicazioni:
Fiji The Uncharted SeaPermanent Blue Light, Colour and Form on the Reef, Foresta, Il Castagno, Sant’Antimo, The Chapel of St. Ignatius, The Land That Remains (Photographs from Palestine), Su Ogni Stesa Pietra. Tra i suoi saggi, Visione e Interrogazione – Un Dialogo tra Poesia e Fotografia, pubblicato dalla Italian Poetry Review, Columbia University.


Barbara Sandrucci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È un’insegnante di filosofia e storia nei licei. Per anni si è occupata di storia delle donne e delle filosofie femministe, con particolare attenzione all’analisi delle riflessioni elaborate sul tema dell’educazione e sul femminismo degli anni Settanta. Il suo lavoro più importante è stata una riflessione sull’esperienza dell’autocoscienza come simbolo di una fase specifica nel lungo cammino delle donne verso la conquista dell’indentità, pubblicato con il titolo Aufklärung al femminile. L’autocoscienza come pratica politica e formativa (ETS, Pisa, 2005).


Alessandro Zaccuri

 

 

 

 

 

 

 

 

Inviato culturale del quotidiano Avvenire, si è spesso occupato della presenza di temi cristiani nell’immaginario contemporaneo. I suoi libri più recenti sono il romanzo Lo spregio (Marsilio, 2016, vincitore dei premi Comisso e Mondello), la novella La sposa di Attila (Bolis, 2017) e il saggio Come non letto: 10 classici + 1 che possono ancora
cambiare il mondo
(Ponte alle Grazie, 2017).

2515 film da tutto il mondo

La selezione dei 12 finalisti sarà faticosa. Sono arrivati da tutto il mondo 2.515 Film.
La Commissione, entusiasta per la quantità e qualità, è al lavoro da mesi.
Come indicato nel bando, il 28 giugno saranno online i 12 finalisti + 1

Grazie a tutti i partecipanti.

Fabio Sonzogni
Direzione Artistica

Programma Conferenze

VENERDI’ 20 LUGLIO ORE 18.00

UMBERTO CURI
Titolo conferenza: ELPIS

Umberto Curi è professore emerito di Storia della Filosofia presso l’Università di Padova. Visiting Professor presso le Università di Los Angeles (1977) e di Boston (1984), ha tenuto lezioni e conferenze presso le Università di Amburgo, Barcellona, Belgrado, Bergen, Berlino, Buenos Aires, Cambridge (Massachussets), Cordoba, Lima, Lugano, Madrid, Nantes, Oslo, Rio de Janeiro, San Paolo, Sevilla, Vancouver, Vienna, Zagabria.

Dal 1987 e fino al 2011 è stato in servizio come professore ordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Ha tenuto corsi di insegnamento anche presso la Scuola Galileiana, presso la Scuola di Specializzazione per l’insegnamento, e presso la Scuola di Dottorato in Filosofia.

Dal 2006 al 2011 è stato Direttore del Centro interdipartimentale di ricerca in Storia e Filosofia delle scienze.

Dal 1997 al 2011 è stato docente e membro del Consiglio Direttivo presso la Scuola di Ecologia umana dell’Università di Padova.

Dal 1994 al 2009 è stato Presidente del corso di laurea in Filosofia dell’Università di Padova.

Dal 2007 al 2009 è stato Coordinatore Nazionale di un Progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN) bandito dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica.

Ha diretto per oltre vent’anni la Fondazione culturale Istituto Gramsci Veneto, è stato membro del Consiglio Direttivo della Biennale Internazionale di Venezia, membro dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e Direttore artistico del progetto “Mondo 3” Di Rai-Educational. Nel 2016 gli è stato conferito il “Premio Movimento Hospice Marche”. E’ membro del Consiglio scientifico del Cortile dei Gentili.

Ha pubblicato circa 40 volumi. Fra le sue numerose pubblicazioni, La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (Feltrinelli, 1995), Pensare la guerra. L’Europa e il destino della politica, Dedalo, Bari 1999; Polemos. Filosofia come guerra e La forza dello sguardo (presso Bollati Boringhieri, 2000 e 2004); Filosofia del Don Giovanni (Bruno Mondadori, 2002); Variazioni sul mito: Don Giovanni (Marsilio, Venezia 2005); Miti d’amore. Filosofia dell’eros, Bompiani, Milano 2009 (tr. spagnola, Siruela, Madrid 2010); . Endiadi. Figure della duplicità, Raffaello Cortina Editore, 2015.

Il libro pubblicato presso Bollati Boringhieri,  nel 2008, dal titolo Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche, ha vinto il premio nazionale Capalbio per la filosofia 2009 e il Praemium Classicum Clavaranse. Col volume Straniero (Raffaello Cortina, Milano 2010) ha vinto il Premio nazionale Frascati di filosofia 2011. La sua opera Via di qua. Imparare a morire, Bollati Boringhieri, pubblicata alla fine del 2011, è giunta alla quarta edizione ed è stata finalista per il Premio Viareggio. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Hospice Marche. Negli ultimi anni sono usciti Passione, Raffaello Cortina Editore e L’apparire del bello, Bollati Boringhieri, entrambi del 2013. Le sue pubblicazioni più recenti sono La porta stretta. Come diventare maggiorenni, Bollati Boringhieri, 2015 (tre edizioni in 2 mesi).e I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo, Castelvecchi, Roma 2016. Ha infine curato il recentissimo volume: Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione, Castelvecchi, Roma 2017. Collabora al supplemento “La lettura” del “Corriere della sera” e al “Corriere del Veneto”. La sua opera più recente è intitolata: “Le parole della cura. Medicina e filosofia” (Raffaello Cortina, Milano 2017).


SABATO 21 LUGLIO ORE 11.00

ALESSANDRO ZACCURI
Titolo conferenza: COSI’ ANTICA, COSI’ NUOVA: LE FIGURE DELLA SPERANZA

Alessandro Zaccuri inviato culturale del quotidiano Avvenire, si è spesso occupato della presenza di temi cristiani nell’immaginario contemporaneo. I suoi libri più recenti sono il romanzo Lo spregio (Marsilio, 2016, vincitore dei premi Comisso e Mondello), la novella La sposa di Attila (Bolis, 2017) e il saggio Come non letto: 10 classici + 1 che possono ancora
cambiare il mondo
 (Ponte alle Grazie, 2017).


SABATO 21 LUGLIO ORE 18.00

VITO MANCUSO
Titolo conferenza: LA SPERANZA COME VISIONE IDEALE

Vito Mancuso è un teologo italiano. È stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011; dal 2013 al 2014 è stato docente di “Storia delle dottrine Teologiche” presso l’Università degli Studi di Padova, mentre dal 2009 collabora con il quotidiano “La Repubblica”. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare “L’anima e il suo destino” (Raffaello Cortina, 2007),”Io e Dio Una guida dei perplessi” (Garzanti, 2011), “Il principio passione La forza che ci spinge ad amare” (Garzanti 2013), “Dio e il suo destino” (Garzanti 2015), quattro bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. Il suo ultimo libro è “Il bisogno di pensare” (Garzanti Editore, ottobre 2017).

Giuria Giovani SiloeFF | 2018

Ecco i dodici giurati della giuria giovani che decreteranno il loro vincitore della V edizione del Siloe Film Festival

Margherita Bagnara – 20 anni – Suvereto (LI)
 
Cassandra Baldini –  22 anni – Arezzo
 
Nicholas Bassan – 25 anni – Padova
Nicholas_Bassan
 
Giacomo Cappellini – 19 anni – Massa Marittima (GR)
 
Ilaria Dalla Noce – 22 anni – Arezzo
Ilaria_Dalla_Noce
 
Lapo Frosali – 20 anni – Poggibonsi (SI)
 
Elia Cianfaldoni  18 anni – Follonica (GR)
 
Caterina Ginanneschi – 18 anni – Poggibonsi (SI)
 
Camilla Lo Schiavo – 24 anni – Grosseto
 
Cristina Perico – 23 anni – Bergamo
 
Francesca Rossetto – 22 anni – Padova
 
Inrica Tudor 20 anni – Carrara
 

Ultimi giorni per partecipare al bando Giuria Giovani

SCADENZA 29 APRILE

 SiloeFF | 2018

TEMA: SPERARE nell’INNOMINABILE ATTUALE

Anche quest’anno si istituirà la Giuria Giovani che avrà il compito di decretare il proprio vincitore.
I ragazzi interessati di età compresa tra i 18 e i 25 anni dovranno far pervenire una lettera motivazionale, comprensiva di mini CV e una foto, all’indirizzo: direzioneartistica@siloefilmfestival.it entro il 29 aprile 2018.

Ai selezionati l’organizzazione riconoscerà vitto e alloggio per i 3 giorni del festival 20 21 22 luglio.

fabio sonzogni
direzione artistica

Partecipa alla V Edizione

Per partecipare, entra nella sezione Concorso, scarica il bando e la scheda di partecipazione

To participate, enter the Contest section, download the announcement and the participation form

SPERARE nell’INNOMINABILE ATTUALE*

Ma è ancora possibile sperare?

Ancora, così sembra, non è tempo che a tutti gli uomini possa accadere come a quei pastori che videro rischiarato il cielo sopra di sé e udirono quella parola: ‘Pace in terra e agli uomini un prender piacere gli uni agli altri’. Questo è ancora il tempo degli individui.
(F. Nietzsche, Umano, troppo umano).

La speranza ci mostra il mondo in movimento, in evoluzione. Non è semplicemente un premio di consolazione per le disgrazie della vita, piuttosto è uno sforzo per vedere come le cose divengono, come si modificano. Kant parlava della candida colomba della ragione che pensa all’aria come ostacolo e invece è colei che sostiene il volo. Si potrebbe dire che la speranza è l’aria che sostiene la ragione, senza la speranza la ragione non potrebbe volare e senza la ragione la speranza sarebbe cieca.

La speranza non riguarda tanto il futuro quanto il presente; ogni istante può diventare significativo, dobbiamo imparare a vivere ogni momento come se fosse eterno: Cogli l’eternità nell’istante. (E. Block, Il principio speranza). Per eternità si intende la pienezza dell’esistere, riguarda quei momenti d’essere in cui sembra di scoprire il senso delle cose. Alla base del faro non c’è luce; non dobbiamo proiettarci nel futuro, ma illuminare, attraverso la conoscenza della speranza, quello che è al centro del nostro essere, dobbiamo illuminare ogni attimo della nostra esistenza.

E questo può accadere con il solo uso della ragione?

Non è il gusto illuministico di rendere tutto chiaro e trasparente. Il nucleo di oscurità che è interno a noi stessi non si potrà mai dissipare se ci limitiamo ad un’indagine del misurabile; nello stesso tempo però non dobbiamo cadere nel ricatto dell’oscuro, dell’enigma per l’enigma. Si cerca di passare dall’oscuro al chiaro senza cancellare gli elementi di oscurità. Dovremmo ridurre queste intermittenze dell’intelletto e del cuore, questa opacità a noi stessi, e moltiplicare questi attimi eterni.

Tendono alla chiarità le cose oscure

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Eugenio Montale, dalla raccolta Ossi di seppia)

TEMA
Dentro il nostro tempo dove la sensazione più precisa e più acuta è quella di non sapere dove ogni giorno stiamo mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si sdoppiano, i tessuti si sfilacciano, le prospettive oscillano. Dove ciò che prevale è l’inconsistenza, una inconsistenza assassina, è ancora possibile SPERARE?

Questa la domanda che il SiloeFilmFestival 2018 si pone e che i film in concorso aiuteranno ad affrontare.

 

*Roberto Calasso, L’innominabile attuale, Adelphi Editore