Il primo cortometraggio premiato dalla comunità monastica di Siloe è Ensemble, diretto da Manuel Cundari e Eugenio Piluso (Italia). Il corto racconta la storia di Sekou, un giovane migrante giunto in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo. Sarà accolto a La Casa di Abou Diabo, un centro per minori stranieri non accompagnati in Calabria. Il suo arrivo aprirà una finestra sulla vita quotidiana di uno spazio abitato e vissuto da altri giovani. Tra musica, risate e momenti trascorsi insieme la vita di tutti i giorni del centro di accoglienza si svelerà attraverso gesti quotidiani. “La traversata di questo giovane che giunge in Italia è una sintesi del percorso che abbiamo fatto quest’anno qui al Siloe Film Festival”, dice padre Mario in rappresentanza della Comunità Monastica di Siloe.Il corto vince il premio creato dall’artista Pino Genovese: “A differenza delle solite targhe- racconta Genovese-. Ho creato questo oggetto, una pietra che viene dal mare, precisamente dall’isola di Stromboli e rappresenta un albero che sostiene in questo caso una pietra.


Mi è venuto da pensare al mito di Atlante che sosteneva il mondo. Dobbiamo tutti lottare per sostenere la nostra terra. E’ anche il bozzetto di un progetto che probabilmente realizzeremo a Siloe”. Ad Ensemble va anche il Premio del Pubblico.
Il corto The Bamboo premiato dal Consiglio dei Giovani del Mediterraneo
Vince il cortometraggio The Bamboo diretto da Mica Tyler e Alondra Villareal (Uruguay) il secondo premio del Siloe Film Festival attribuito dal Consiglio dei Giovani del Mediterraneo. Il corto racconta la storia di una bambina di nove anni, di nome Lucia, che scappa di casa l’ultimo giorno di scuola per incontrare la sua migliore amica Marta. La sua famiglia ha deciso di trasferirsi a Valencia dopo la nascita del fratellino, ma lei non ha ancora trovato il coraggio di dirglielo. Insieme giocano ignare che quello sarà il loro ultimo giorno insieme. Il corto vince il premio creato dall’artista Marina Sciarelli:

“Sono una costumista per cui ho pensato a un oggetto di tessuti. Nel corto le bambine giocano e mi sono ispirata a un rito degli indiani d’America che donavano la cintura della pace, è una tessitura fatta a mano che ho immaginato fosse fatta dai nomadi”.